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Ospitalità Sostenibile – Sustainable HospitaltiyArchive for ferrorive dimenticate
Le Ferrovie Dimenticate
Si pensa troppo spesso all’alta velocità ed altre diavolerie e si dimenticano le Ferrovie. Eppure una mobilità alternativa e sostenibile è possible. Ho scoperto questa associzione e trovo la loro attività oltre che utile anche molto romantica e letterarie.
Da sempre la ferrovia ha ispirato arte e letteratura, ha messo in contatto le persone ha permesso lo sviluppo dei territori e sui binari sono tantissime le avventure e le storie che si sono raccontate. DallaLocmotiva di Guccini all’Omicidio sull’Orient Express.
I binari possono dire ancora la loro e aiutare a creare un turismo ed una mobilità sostenibile.
L’associazione Co.Mo.Do ha indetto la giornata naizonale delle ferrovie dimenticate. Il 1 Marzo in tutta italia si sovlgeranno diversi eventi.
Il 23 Febbraio un convegno interessantissimo per saperne di più su come impiegare le ferrovie in maniera intelligente e sostenibile
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ROMA, 23 Febbraio 2009
CONVEGNO NAZIONALE ‘FERROVIE E PAESAGGIO’
Sede della Società Geografica Italiana, Villa Celimontana – ore 14.30
SCOPI E OBIETTIVI DEL CONVEGNO
Albano Marcarini, urbanista
Presidente di CoMoDo (Confederazione per la mobilità dolce)
1. L’incontro, organizzato da Italia Nostra, dalla Società Geografica Italiana e dall’Associazione Italiana Greenways, sotto l’egida di CoMoDo, parte da alcune riflessioni sull’osservazione del paesaggio dal finestrino di un treno, ma soprattutto su come si è modificato nel tempo questo atteggiamento, e vorrei dire, su come si è indebolito. Il paesaggio visto dal treno, un tempo, se non uno dei motivi del viaggio, almeno era un corollario gradito; oggi pare un aspetto indifferente, preoccupati come siamo di impiegare alla meno peggio il tempo ‘morto’ di uno spostamento. Si lavora al computer, si maneggia il telefonino, ci si trastulla coi videogiochi, si sfogliano una rivista o un quotidiano, ci si addormenta. Pochi o nessuno sembrano realmente interessati al paesaggio che scorre accanto. A volte chi fissa il finestrino, fissa il vuoto.
Certamente i treni d’oggi non agevolano. Le chiusure ermetiche dei finestrini tolgono ogni contatto con l’esterno. Questo isolamento rende l’interno ferroviario un ambiente asettico, che potrebbe stare a livello del terreno come alla quota di un aereo, lo priva di quella ‘umana’ e diretta relazione con ciò che succede nel mondo esterno e questo è un primo distacco dal paesaggio. Forse abbiamo ancora tutti presente certe scene che sono entrate nell’immaginario collettivo della ferrovia: i saluti dal finestrino, il carico delle valigie, gli scappellotti di ‘Amici miei’, Don Camillo che dal finestrino riassapora gli odori della pianura del Po.
dal Gentes a piedi o in bici sono pochi minuti – Scarica l’invito [PDF 3,54 Mb]
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